Il Carciofo Spinoso di Sardegna DOP è un ortaggio della specie Cynara scolymus nell’ecotipo locale Spinoso Sardo.

Metodo di produzione

La coltivazione avviene in pieno campo, su terreni di medio impasto e ben drenati. Gli organi di propagazione devono derivare da piante che abbiano caratteristiche specifiche dell’ecotipo Spinoso Sardo e che siano coltivate all’interno della zona di produzione. Il trapianto può avvenire in periodi diversi a seconda che si intenda ottenere una produzione precoce oppure tardiva. Nel primo caso il trapianto si effettua tra la seconda metà di giugno e i primi di agosto; nel secondo caso si effettua più tardi, nei mesi di agosto e settembre. La raccolta manuale deve avvenire prima dell’apertura delle brattee (foglie), mediante recisione del gambo al di sotto dei capolini (infiorescenza). Il periodo della raccolta va dal primo di settembre fino alla fine di maggio. Per la messa in commercio, i singoli carciofi devono essere privati di parte o di tutto il gambo, delle brattee più esterne, mentre le rimanenti devono essere cimate (private della parte apicale). Tutte le suddette operazioni devono avvenire cercando di ridurre al minimo tempi e numero di manipolazioni, così da garantire la massima freschezza ad un prodotto delicato e facilmente deperibile.

Aspetto e sapore

Il Carciofo Spinoso di Sardegna DOP ha un capolino conico allungato e mediamente compatto, di colore verde con sfumature violetto-brunastre e spine di colore giallo sulle brattee. Il gambo è poco fibroso e tenero. La consistenza è carnosa, tenera e croccante insieme. Il profumo è intenso e floreale. Il gusto è caratterizzato da un giusto equilibrio tra amarognolo e dolciastro, risultando quindi poco astringente.

Zona di produzione

La zona di produzione del Carciofo Spinoso di Sardegna DOP interessa numerosi comuni di tutte le province della regione Sardegna.

Storia

La presenza del carciofo in Sardegna è documentata fin dal tempo dei Fenici, con una storia lunga e radicata che lo ha reso nel tempo una delle produzioni agricole più importanti della regione. è presente in letteratura già a partire dalla metà del XVIII secolo in numerose opere quali Agricoltura di Sardegna del 1780 e La vita rustica della Sardegna riflessa nella lingua del 1921. L’importanza della coltivazione è testimoniata dalle “tasse di assicurazione” che nell’Ottocento gli agricoltori pagavano per la sorveglianza dei campi di carciofo. A partire dal Novecento, poi, quella del carciofo diventa una coltura specializzata e comincia a essere una realtà conosciuta e apprezzata anche al di fuori dei confini regionali.

Gastronomia

Ortaggio piuttosto delicato, il Carciofo Spinoso di Sardegna DOP si conserva al meglio in luogo fresco e asciutto, preferibilmente in frigorifero, e va consumato in breve tempo. Grazie al sapore dolce, può essere consumato sia crudo, in pinzimonio, che cotto come ingrediente di piatti sfiziosi o di salse. Ottimo da conservare al naturale o sotto olio. Da provare nella ricetta delle frittelle con menta e ricotta sarda oppure nelle torte salate. In abbinamento un Vermentino di Gallura DOP, persistente e morbido.

Commercializzazione

Il prodotto è immesso in commercio nella tipologia Carciofo Spinoso di Sardegna DOP. È commercializzato, da settembre a maggio, in vassoi da 2 a 12 capolini, interi e/o porzionati; in cestini di materiale per alimenti da 500 g fino a 5 kg; in cassette di legno, cartone o plastica per alimenti contenenti dai 4 ai 60 capolini. Le categorie commerciali sono la Extra o la Prima.

Nota distintiva

Il Carciofo Spinoso di Sardegna DOP risulta al palato poco astringente perchè la presenza dei tannini responsabili di tale sensazione è controbilanciata dall’elevato contenuto di carboidrati che determinano invece sensazioni di dolcezza.

Translate »