L’Aglio di Voghiera DOP si riferisce all’ortaggio fresco, semi-secco o secco, appartenente alla specie Allium sativum L. nell’ecotipo locale Aglio di Voghiera.

Metodo di produzione
L’Aglio di Voghiera DOP è ottenuto attraverso la selezione dei migliori bulbilli provenienti da bulbi, detti “teste”, prodotti durante l’anno e destinati alla semina. I bulbilli scelti devono essere sani, turgidi, carnosi e uniformi. Il terreno viene arato ad una profondità di 40-50 cm per poi procedere con la semina, che si effettua dal 15 settembre al 30 novembre, a mano o con mezzi meccanici. Ogni “seme” deve essere posizionato in modo tale da evitare lo scalzamento delle radici durante l’inverno o una moria per asfissia radicale. La raccolta avviene generalmente dal 10 giugno fino al 31 luglio e può essere manuale o meccanica. Il prodotto destinato all’essiccazione, viene lasciato ad essiccare naturalmente “in pieno campo” per 5-10 giorni, in appositi locali aziendali per 10-40 giorni oppure in camere isolate ad atmosfera controllata per 24-36 ore. Durante la fase di confezionamento, i bulbi possono essere intrecciati a mano con il loro stesso stelo e legati con spago, rafia o altro materiale idoneo a formare delle trecce.

Aspetto e sapore
L’Aglio di Voghiera DOP ha bulbi di forma rotondeggiante, regolare e compatta, leggermente appiattita nel punto d’inserimento dell’apparato radicale, di colore bianco luminoso e uniforme, raramente striati di rosa. I bulbilli sono compatti e caratterizzati da una tipica curvatura della parte esterna. Per l’elevato quantitativo di allicina, principio attivo contenuto nel bulbo, il profumo è molto intenso, ma al palato non risulta aggressivo.

Zona di produzione
La zona di produzione dell’Aglio di Voghiera DOP comprende i comuni di Voghiera, Masi Torello, Portomaggiore, Argenta e Ferrara, situati nella provincia di Ferrara, nella regione Emilia-Romagna.

Storia
Fino circa al VII secolo d.C. Voghiera ha avuto un ruolo predominante nell’agricoltura del territorio del delta del Po, come testimoniato da alcuni reperti archeologici. Più avanti nel tempo gli Estensi, signori di Ferrara, decisero di rilanciare il territorio. Nel 1435, infatti, il marchese Niccolò III costruì a Voghiera il castello del Belriguardo, residenza estiva della famiglia degli Estensi e questo incentivò la coltivazione di piante da orto ed in particolare di aglio destinati ai fastosi banchetti di corte. Anche dopo la partenza della nobile famiglia nel 1598, le attività agricole continuarono ad essere fiorenti. Notizie più recenti si ritrovano in documenti contabili risalenti al 1928, nei quali sono registrati atti sul commercio di “agli e cipolle” locali con alcuni paesi europei.

Gastronomia
L’Aglio di Voghiera DOP si conserva in luogo fresco, asciutto e ben areato. Consumato fresco mantiene inalterate le proprie caratteristiche organolettiche e le proprietà benefiche. Grazie al sapore intenso risulta l’ingrediente ideale per piatti molto comuni e semplici come le bruschette o gli spaghetti aglio e olio, ma è ottimo anche nella preparazione di piatti più elaborati. Ricette tipiche del ferrarese sono il salame all’aglio, il paté e l’olio all’aglio o l’aglio sotto olio.

Commercializzazione
Il prodotto è immesso in commercio nella sola tipologia Aglio di Voghiera DOP Secco. Viene commercializzato sfuso, come bulbi singoli o trecce (con pesi variabili da 50 g fino a 5 kg), oppure in retine (100-500 g) e sacchi (1-5 kg). Tutti i formati possono essere inseriti all’interno di imballi con peso variabile da 5 a 15 kg, di legno, plastica, cartone, carta e materiali vegetali naturali. Le categorie commerciali sono la Extra (calibro minimo 45 mm) e la Prima (calibro minimo 40 mm).

Nota distintiva
L’Aglio di Voghiera DOP si caratterizza per l’equilibrio tra enzimi, vitamine, sali minerali e flavonoidi, alla base di un’identità genetica frutto della selezione naturale e del contributo di metodi specifici tramandati di generazione in generazione.

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