Il Cipollotto Nocerino DOP designa l’ortaggio allo stato fresco ottenuto dal bulbo della specie Allium cepa L., che viene raccolto prima che la pianta abbia completato il ciclo vegetativo.

Metodo di produzione
Il Cipollotto Nocerino DOP è ottenuto da processi di coltivazione preceduti dalla preparazione del terreno tramite aratura, di profondità di circa 40 cm, a cui segue una fresatura per la predisposizione alla coltura. La semina viene effettuata anche quattro volte l’anno, in semenzaio o direttamente in campo. Segue il trapianto, che si effettua quando le piantine hanno raggiunto un’altezza di 14-16 cm. In questa fase è indispensabile l’irrigazione al fine di ottenere una buona riuscita dell’impianto. Il prodotto è raccolto tutto l’anno, con una resa di produzione leggermente inferiore nei mesi estivi. La raccolta è effettuata a mano o con mezzi meccanici, quando il diametro della sezione del bulbo si attesta sui 1-5 cm. Dopo l’estirpazione, i bulbi vengono selezionati, lavati e pelati. L’operazione di “pelatura” risulta indispensabile per eliminare eventuali residui, viene eseguita esclusivamente a mano e consiste nell’eliminare le tuniche più esterne del bulbo, fino ad ottenere un prodotto omogeneo, integro e lucente. Dopo la pelatura si procede al taglio parziale del ciuffetto radicale e delle foglie.

Aspetto e sapore
Il bulbo del Cipollotto Nocerino DOP ha forma cilindrica leggermente schiacciata alla base, calibro compreso tra 1 e 5 cm. Le tuniche sono di colore bianco. La foglia, di colore verde intenso, ha forma tendenzialmente lineare e cilindrica, termina a punta. Si distingue per la tenerezza del bulbo e la dolcezza della polpa, che risulta poco acre, non piccante ma sapida e profumata.

Zona di produzione
La zona di produzione del Cipollotto Nocerino DOP interessa tutta l’area del bacino della Valle del Sarno che si estende nel territorio dell’Agro Nocerino Sarnese in provincia di Salerno e nella parte sud occidentale, costituita dall’areale pompeiano-stabiese, della provincia di Napoli, nella regione Campania.

Storia
Documentazioni che attestano la presenza della cipolla in questa zona risalgono a circa 2000 anni fa: nell’antica Pompei è raffigurata nei dipinti del Larario del Sarno, la cappella dove erano custoditi i Lari, dei protettori della casa. Nel dipinto è raffigurato il fiume Sarno, mitizzato con sembianze umane, il quale, da nume protettore, osserva e tutela la produzione e il commercio dei cipollotti che, prodotti nella sua fertile Valle, vengono trasportati con una barca sulle sue acque fino alla città di Pompei. Nel Medioevo le cipolle venivano conferite al mercato insieme con le arance, i limoni e le castagne delle aree limitrofe. Altri riferimenti storici si hanno intorno al XV secolo con la famosa Hippocratica Civitas della Scuola Medica Salernitana, dove nel Regimen Sanitas Salernitanum ne viene consigliato l’uso. Alla fine del XIX secolo e nei primi anni del XX gli ecotipi che si possono riferire al Cipollotto Nocerino DOP vengono riportati nei cataloghi delle più importanti ditte produttrici di sementi e nei manuali di agronomia.

Gastronomia
Il Cipollotto Nocerino DOP non è adatto ad una lunga conservazione e per questo è preferibile consumarlo entro pochi giorni dall’acquisto, avendo comunque cura di mantenerlo ben refrigerato. è utilizzato quasi sempre allo stato fresco in insalate verdi e con i pomodori. Trova inoltre largo impiego nei piatti della cucina tradizionale locale.

Commercializzazione
Il prodotto è immesso in commercio nella tipologia Cipollotto Nocerino DOP, classificato nella categoria commerciale Prima. Viene confezionato in mazzetti da 3 a 10 bulbi riposti in cassette di legno, plastica o cartone.

Nota distintiva
Il Cipollotto Nocerino DOP deve le sue caratteristiche di pregio alle particolari ed eccezionali condizioni geopedologiche dei terreni di origine vulcanica della zona di produzione.

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